Capitale del paese, La Habana fu fondata nel novembre del 1519 da Diego Velázquez come città di San Cristoforo de La Habana, probabilmente nella zona vicina alla baia tra via Tacón e piazza San Francisco. Questa era la terza ubicazione dopo altri accampamenti non più determinati dal 1514. Nell'anno 1982 l'UNESCO ha dichiarato il vecchio centro della città, La Habana Vieja, Patrimonio dell'Umanità. Se desideri maggiori informazioni sui progetti di modificazione del centro storico della città puoi guardare la pagina dell'Ufficio dello Storico della Città.
Ne La Habana Vieja si incontrano le costruzioni della tappa coloniale, soprattutto dei secoli dal XVII al XIX. Seguendo la divisione che Fermín Romero realizza nel suo libro "La Noble Habana" farò un piccolo ripasso di luoghi più emblematici della città: piazze, fortezze e costruzioni religiose
La Plaza de Armas, che si trova fra i palazzi dei Capitanes Generales (Palazzo Presidenziale sino al 1920 e oggi importante Museo della Città) e quello del Segundo Cabo, il Templete (1828) o il castello della Real Fuerza. Questa disposizione fu tracciata sui disegni dell'avanero Antonio Fernández Trevejos nell'XVIII secolo. Fra gli anni 1834 e 1955 fu dominata, nel centro, da una statua del re Fernando VII e dopo da un'altra di Carlos Manuel Céspedes. La piazza fu restaurata nel 1935 per recuperare l'aspetto che aveva nella metà del XVIII secolo.
Attaccata al porto si trova la Piazza di San Francisco, che raggiunse il suo auge quando fu spostata nella città la residenza del governatore e mentre il suo porto serviva da punto strategico per l'approvvigionamento della flotta. A partire dal 1628 e fino alla fine del XVIII secolo fu anche la residenza del capitano generale dell'Isola. In uno dei lati della piazza di trova la chiesa di San Francesco e di fronte l'edificio della Borsa Merci (Lonja del Comercio) (inaugurata nell'estate del 1997 dopo un'importante opera che lo converte nell'edificio più moderno della città, e allo stesso tempo sede di un gran numero di imprese).
Altro
luogo recuperato dei restauri nel 1997 è la Plaza Vieja. Di forma rettangolare
e grandi dimensioni, i primi edifici che la circondano si cominciarono a
costruire nel XVII secolo. Le case sono con portici di due altezze e nella parte
superiore gli archi sono completati da vetrate.
La
Plaza de la Catedral, molto vicina a quella delle Armi, si costruì sopra
un'antica zona fangosa nella quale si mise una fontana alla fine del XVI secolo
e il primo acquedotto spagnolo in America. Gli atri tre lati della piazza sono
occupati da case signorili dei primi del del XVIII secolo, la maggior parte con
portici, salvo quella che è di fronte alla Cattedrale.
La
pressione esercitata dai pirati e corsari su Cuba dall'inizio del XVI secolo
obbligò gli spagnoli a proteggere le città ed i porti con fortezze. Di queste
le più importanti della capitale e visite obbligate per il turista sono il
castello della Real Fuerza, quello di San Salvador de la Punta, quello dei
Tres Reyes Magos del Morro (conosciuto volgarmente come castello del Morro) e
quello di San Carlos de la Cabaña. Altra fortificazione della città è il
torrione di Santa Dorotea de la Luna de la Chorrera, attaccato alla foce del
fiume Almendares ed in direzione del municipio di Playa.
La piccola
fortezza della Real Fuerza, coronata dalla conosciuta Giraldilla ed insieme a
plaza de Armas, si cominciò a costruire a metà del XVI secolo durante la
reggenza come capitano generale di Cuba di Hernando Soto e fu finita nella
decade del 1580, con il governatore Francisco de Carreño, che non ha potuto
inaugurarla a causa della sua morte improvvisa. Al suo interno si trovava la
residenza del governatore spagnolo ed tutti i successivi abitanti realizzarono
un piccolo ritocco. Dal 1630 si aggiunse la torre di guardia con la Giraldilla,
una banderuola con la figura di una donna indiana che imita quella che corona la
Giralda di Siviglia. Per anni, servì da "cassaforte" per l'oro e
l'argento che la Spagna strappava all'America; nel 1901 fu sede della Biblioteca
Nazionale (Biblioteca Nacional) ed ancora servì ad altri usi. Oggi c'è una
piccola vetrina con utensili militari dell'epoca, un ristorante ed una terrazza
nel piano superiore. Racconta la tradizione che la figura della Giraldilla
rappresenta la moglie di un governatore della città che aspettava il ritorno di
suo marito da una spedizione alla nordamericana Florida.
Sempre
dallo stesso lato della baia e nel suo imbocco si trova il forte di San Salvador
de la Punta. La sua missione era quella di proteggere la città dagli sbarchi di
corsari e pirati francesi ed inglesi, che però controllarono la città e parte
dell'isola fra il 1762 ed il 1763. Le opere di costruzione cominciarono nel
1590, ma il danno provocato da un uragano nel 1595 li obbligò a partire quasi
da zero. Distrutto in parte durante la dominazione inglese, fu poi riparato
dagli spagnoli e le ultime opere di ampliamento terminarono nel 1868.
Attraversiamo
la baia attraverso il tunnel ed arriviamo al castello dei Tres Reyes Magos del
Morro. Servì assieme a quello della Punta per proteggere l'entrata della baia.
Prima della sua costruzione il luogo fu un posto di vedetta. Le opere iniziarono
nel 1589, realizzando la muraglia nel 1602 e la cappella nel 1604. Il faro
interno è del 1845. Per proteggere l'entrata alla baia si stese, nel 1630, fra
il Morro e la Punta una catena di rame che ostacolava il passaggio delle barche.
Fu difeso strenuamente nell'estate del 1762 quando gli inglesi presero la città
ed assediarono il Morro per 44 giorni.
Con
la città nuovamente in mani spagnole, nel 1763 si iniziarono le opere del
castello di San Carlo de la Cabaña, il cui nome è in onore del re Carlo III,
nella collina che c'è di fronte al viale Carlos Manuel de Céspedes, fra la
Punta e la Real Fuerza. E' quello con le maggiori dimensioni fra quelli
costruiti dagli spagnoli in America, con una superficie de 10 ettari. Davanti al
suo costo elevato (14 milioni di pesos dell'epoca) pare che il Re esclamasse:
"per quello che è stato investito deve avere una grandezza tale da potersi
vedere con il binocolo da Madrid". L'opera fu terminata nel 1774;
oggi ospita una caserma ed un museo. Ogni notte alle 9 in punto si celebra la
cerimonia del "Cañonazo", nella quale partecipano un plotone di
soldati con vestiti del XVIII secolo; è una delle attrattive turistiche della
città, ti raccomando di arrivare un po' in anticipo per vedere e fotografare
sia la cerimonia che La Habana al tramonto.
Fra
gli edifici ecclesiastici si trovano la cattedrale, la chiesa ed il convento di
San Francesco d'Assisi (San Francisco de Asís), e la chiesa di Paula e della
Merced.
La
Cattedrale fu costruita fra il 1748 ed il 1777 come chiesa per i gesuiti e fino
al 1793 non ebbe il rango di Cattedrale. Poi si incaricò Pedro Medina di
realizzare la facciata attuale; gli affreschi dell'Altare Maggiore furono
dipinti dall'italiano Giuseppe Perovani e dal francese Jean Baptiste Vermay a
cavallo dei secoli XVIII e XIX. Sino alla fine della dominazione spagnola
sull'Isola, nella sua navata centrale fu situato un monumento funerario che
conteneva i "presunti" resti di Cristoforo Colombo, poi trasferiti in
Spagna ed ora venerati nella Cattedrale di Siviglia. All'interno della
Cattedrale, soprattutto la parte dell'Altare Maggiore fu restaurata poco prima
della visita del papa Giovanni Paolo II (gennaio 1998).
L'Ordine
dei francescani,
pioniere nella città, cominciò a costruire dalla fine degli anni settanta del
XVI secolo il convento, che finirono a fine secolo. La chiesa ed il convento di
San Francesco de Asis sta ad un lato della piazza che porta lo stesso nome, di
fronte all'edificio della Borsa del Commercio (Lonja del Comercio). La vicinanza
alla baia fece sì che nella seconda metà del XVII secolo soffrisse importanti
danni a causa dei temporali. Il recupero e la ricostruzione della maggior
parte fu affidata al maestro-architetto Pedro Hernández de Santiago. La
costruzione finì nel 1738, con la spinta del vescovo Juan Lazo de la Vega y
Cancio. La riforma degli ordini religiosi in Spagna nel 1841 motivarono la
chiusura della chiesa e del convento che poco dopo ebbe un uso civile. Negli
undici mesi di dominazione inglese (1762-63) servì da quartier generale degli
invasori. A metà del XIX secolo contenne l'Archivio Generale dell'Isola e
all'inizio del XX secolo la Direzione Generale delle Poste e Telegrafi.
Continuando
a camminare in direzione della baia si incontra a metà strada la chiesa di San
Francesco di Paola (San Francisco de Paula); è attaccata ad un ospedale per
donne. Le costruzioni originarie si realizzarono nella seconda metà del XVII
secolo, però i flagelli del mare del 1730 distrussero gli edifici, per cui il
vescovo Lazo de la Vega ordinò la costruzione dell'attuale chiesa di Paula di
una sola navata e che fu finita verso il 1745. Abbandonata per il culto e chiuso
l'ospedale, all'inizio del XX secolo appartenne ad un'impresa portuale e si
precedette al suo restauro nel 1946.
Per non dilungarmi troppo ti indico solo il nome di alcuni edifici religiosi che puoi visitare. Per esempio i conventi di: Nuestra Señora de la Merced (Nostra Signora della Grazia), Nuestra Señora de Belén (Nostra Signora del presepe), Santa Teresa de Jesús (Santa Teresa di Gesù ) e Santa Clara de Asís (Santa Chiara di Assisi). Inoltre le chiese di Espíritu Santo (Spirito Santo) e della Caridad (Carità), vicino al quartiere cinese, nella quale esiste una copia della patrona del paese.
Confinante
con la Habana Vieja inizia il quartiere di Centro Habana. Fra gli edifici vale
la pena visitare il Capitolio (Campidoglio), un'esatta copia, in piccolo, di
quello a Washington, costruito durante la tappa di dominazione degli Stati Uniti.
A lato si trova il parco della Fraternidad (Fratellanza) e vicina la fabbrica di
Sigari di Partagás, oggi convertita in stabilimento di vendita al pubblico di
sigari. In questa parte della città non dimenticare di passeggiare per il Paseo
del Prado, fiancheggiato da alcuni impressionanti edifici come il Gran Teatro
con la sua sala García Lorca, nella quale potrai sentire concerti e vedere
rappresentazioni del prestigioso Balletto Nazionale o di qualche compagnia
teatrale, durante un balletto si può vedere, come spettatrice d'eccezione,
Alicia Alonso. Nella zona ci sono gli hotel Inglaterra (con un bar carino a
pianterreno), Plaza e Sevilla (con il suo prezioso ristorante all'ultimo piano).
Parallela
a Prado, in direzione di Punta, scorre la calle Zulueta che sfocia in una piazza
con giardino; da un lato si trova il Museo Nacional de Bellas Artes (Museo
Nazionale delle belle Arti) ed al centro la barca "Granma", protetta
da una gigantesca urna e militari armati. Continuando vedrai la facciata
principale del Museo de la Revolución (prima palazzo Presidenziale). La sua
visita è interessante. Molto vicina al Palazzo, in direzione del mare, c'è
l'Ambasciata Spagnola, una delle poche nella parte storica della città.
Chi ama la musica, visiti il Museo della Musica, di fronte alla sede diplomatica spagnola, con un'importante collezione di strumenti antichi ed un percorso sulla musica del paese.
Zona residenziale, ha avuto il suo sviluppo urbanistico ortogonale (strade parallele e perpendicolari) agli albori del XX secolo coincidendo con la dominazione degli Stati Uniti. Una delle sue peculiarità è la denominazione delle strade, le parallele dal Malecon sono numeri dispari e le perpendicolari hanno lettere oppure numeri pari. La maggior parte delle abitazioni sono villette di uno o due piani con un piccolo giardino.
Oltre all'attrattiva delle case, alcune delle quali sono veri palazzi, nel quartiere si trova la gigantesca spianata di Plaza de la Revolución (Piazza della Rivoluzione) ed il Memorial José Martí (142 metri di altezza), dove i leader concentrano le masse il Primo Gennaio (commemorazione del trionfo della Rivoluzione) ed il Primo Maggio (Giorno del Lavoro). Ai lati della Piazza si trovano il Ministero dell'interno e della Difesa, e nella facciata di uno di questi c'è l'immagine del "Che" e la sua celebre frase "Hasta la victoria siempre".
Se entriamo al Vedado dal Malecón e da calle 23, la prima cosa che incontriamo è l'hotel Nacional, alla fine della salita della Rampa si eleva l'hotel Habana Libre. Una fermata obbligatoria è la gelateria Coppelia (sulla destra e all'interno di un piccolo parco), immortalata dal cienasta Gutiérrez Alea nel film "Fragola e cioccolato" (Fresa y chocolate). Scendendo lungo la calle L, la stessa della facciata principale dell'Habana Libre, arriveremo sino all'Università, sulla scalinata di accesso al rettorato si erige la maestosa scultura del "Alma Mater".
Anche
se a nessuno piace il macabro, raccomando di fare un giro al Cimitero Colón
(Colombo) e non dimenticate di passare dalla tomba de La Milagrosa (Miracolosa),
perché qualche paesano vi racconti la storia che la riguarda. Vedrete quello
che accade: le persone fanno un giro attorno alla statua ma non smettono mai di
guardarla in faccia. Lì si incontrano le migliori sculture ed i pezzi di
architettura funeraria dell'America Spagnola, senza dimenticare la magnifica
porta principale. Il tutto si inaugurò con la sepoltura del suo architetto,
Calixto de Loira. Uno dei gruppi scultorei più
appariscente è il sepolcro dei pompieri morti in città.
Altra visita che mi ha
raccomandato una internauta è al grazioso hotel Nacional dove, oltre ad
apprezzare la sua bellezza, esiste una visita guidata per i tunnel sotterranei
dei suoi giardini nei quali ricorderai l'epoca "Crisis de los Misiles"
(Crisi dei Missili) degli inizi degli anni sessanta e conoscerai un poco più
della storia di questa Isola senza eguali, il servizio è gratuito per cui è
sufficiente dare una mancia alla guida.
Continuando dal Vedado e attraversando il fiume Almendares comincia l'ampia zona residenziale di Miramar. Oggi ci sono un gran numero di Ambasciate, residenze del corpo diplomatico, sedi di imprese straniere, studi internazionali, "diplotiendas" (negozi per i diplomatici o stranieri in genere) o il centro "La Maisón", dove si realizzano dalle sfilate di moda alle celebrazioni di matrimoni e nella quale si può comprare vestiti, cosmetici o gioielli. Per gli amanti degli animali marini, raccomando di visitare l'Acquario Nazionale (Acuario Nacional), in Avenida Primera, sul mare e vicina all'hotel Copacabana.
Dal porto di La Habana, di fronte al bar "Due fratelli" (Two brothers), partono le piccole lance per Regla e Casablanca. Il primo è un centro di religione afrocubana, dove risiedono gli importanti "babalawo" (santeros) [sono per la religione africana, gli equivalenti dei nostri religiosi]. Visitate la chiesa di Nuestra Señora de Regla (Vergine nera) e da qui potrete andare in auto o autobus al vicino paese di Guanabacoa, culla di Rita Montaner, per visitare il Museo Municipale de Guanabacoa, dove troverai arte afrocubana e tutto ciò che si riferisce ai rituali religiosi.
L'altra piccola lancia ti porterà a Casablanca. Salirete fino ad arrivare ad un altopiano dove si trova un immenso Cristo, costruito poco prima della Rivoluzione; da lì vedrete un prezioso panorama della città, molto simile a quella offerta dal castello di San Carlos de la Cabaña.
Fuori città puoi visitare il parco Lenin (Parque Lenin), un grande parco con annesso spazio giochi, ed Expo Cuba, fiera di mostre permanenti con prodotti industriali, artigiani e alimentari del paese. Di fronte a quest'ultima c'è il Giardino Botanico (Jardín Botánico), dove si può ammirare, con visita guidata a bordo di un "remolque-bus", la grande varietà di specie presenti nell'Isola; si può passeggiare per il Giardino Giapponese (Jardín Japonés) e la serra dei cactus. Attenzione il Giardino chiude verso le 4 o 5 del pomeriggio.
Oltre i vari luoghi tipici che raccomandano tutte le guide, alcuni più costosi o famosi, come il Floridita o la Bodeguita del Medio, ed altri più economici ma non meno famosi, per sfruttare al massimo il tempo ho mangiato in luoghi di passaggio in queste stesse zone. All'Habana Vieja e Centro Habana avevo come punti di riferimento la terrazza "La Mina" (in calle Obispo, proprio di fianco al Palacio de los Capitanes Generales); il piccolo ristorante Hanoi (calle Teniente Rey all'angolo con la calle Bernaza, una strada di fronte al Capitolio), o la grigliata all'aperto che c'è proprio dietro all'hotel Inglaterra (all'angolo di calle Neptuno). Alcuni, soprattutto quelli che sono nel centro storico, hanno aumentato i prezzi negli ultimi anni, chiedi prima la lista.
Un
buon amico spagnolo che vive a La Habana mi ha raccomandato, per la buona cucina,
buon prezzo e la possibilità di snack, due posti nella città vecchia e con la
supervisione di spagnoli. Il primo è la locanda "La Flota", in calle
Mercaderes, 257, e l'altro è l'osteria "Onda", in calle Obrapía, 55,
fra Oficios e Barbadillo. I guadagni di questi due locali vanno a favore della
ricostruzione dell'Habana Vieja, diretti da Eusebio Leal.
Un altro buon amico
dell'Habana mi ha raccomandato per mangiare o far colazione questi altri
ristoranti statali, economici, situati nella zona del Vedado, con buon servizio,
puliti e ben assortiti di prodotti: “Wakamba”, in calle O, fra calle 23 e
25, pulito e ambiente gradevole, con aria condizionata ed economico (5 dollari
per persona includendo anche le bevande); “Pain de París” situato in calle
25, angolo O, speciale per una buona colazione, gran varietà di pane e dolci
raffinati, qualità e pulizia, ha anche aria condizionata e buon prezzo (5
dollari/persona). Poi per la notte mi ha consigliato il “Jazz Café”,
situato al terzo piano del centro commerciale “Galerias de Paseo”, di fronte
all'Hotel Meliá Cohiba, bello e lussuoso per ascoltare musica jazz dal vivo (Latin
jazz), il prezzo per mangiare e bere è vicino ai 12 dollari, non esiste prezzo
d'entrata.
Sempre al Vedado ho pranzato al "Maraca" per un pasto rapido (alle spalle dell'Hotel Habana Libre, in calle O, fra 23 e 25, a lato dell'hotel St. John) oppure al paladar "El
hurón azul" (molto vicino al precedente). Non dimenticare il gelato al Coppelia. Per rilassarmi andavo sino alla Casa de la Amistad, un prezioso palazzo con marmi di Carrara, situato in Paseo, 406 e angolo con 17, ha alcuni giardini tranquillissimi dove potrai mangiare a prezzi incredibilmente bassi, non corrispondono né al luogo né al servizio; vi faccio sempre almeno una visita quando vado a La Habana.
Coloro che desiderano qualcosa di ancor più economico ed approfittare di un economico e rapido pasto cubano, possono comprare “cajitas” nella caffetteria “La guireña”, situata dentro il mercato agro-alimentare di calle 19, angolo B, al Vedado: per un dollaro si avrà riso e fagioli (congrí), bistecca di maiale, insalata e tuberi (manioca e patate). In questo stesso mercato si può comprare frutta e verdura varia e fresca, ma il pagamento è in pesos cubani. Attenzione se acquistate carne: l'igiene lascia molto a desiderare e scarseggia la refrigerazione.
Una internauta mi raccomanda di indicare il "Bar Cocodrilo", situato nella strada dietro l'hotel Meliá Cohiba. Offrono spettacoli cubani ed ha avuto l'opportunità di presenziare ai "Pagola la Paga", superautentito humor cubano.
I vegetariani hanno un ristorante dove mangiare con moneta cubana, con prezzi molti competitivi, poichè la colazione può costare al cambio, circa 2 dollari US. L'impresa, recentemente ristrutturata, pulita e gradevole, si chiama Ristorante Biky Cadena Vergel ed è in calle Infanta, angolo calle San Lázaro (a circa 50 metri della Chiesa El Carmen).
Utilizza
tranquillamente i "paladares",
sono piccoli ristoranti familiari con una limitazione nel numero dei commensali.
Sono abbastanza economici, un menu medio ti può costare a partire da 10 dollari.