Della
gran quantità di mappe di Cuba e de La Habana che ho trovato in Internet,
alcune sono antiche e le altre poco operative per la grandezza che hanno. Qui ti
offro alcuni indirizzi dove ne puoi scaricare alcune. L'Università del Texas ti
offre una lista di carte del paese
e della sua capitale. La pagina Havana
Rentals ti offre una mappa molto dettagliata della capitale con possibilità
di zoom nelle zone.
Per La Habana, oltre alle precedenti,
ne puoi ottenere altre meno dettagliate in Lonely
Planet (18 Kb). Anche Island
Connoisseur te n'offre alcune magnifiche, a volta semplificate, sia di Cuba
sia delle città di La Habana, Santiago y Varadero. Alcune buone mappe del paese,
per province e zone le troverai nella zona delle mappe del Directorio
Turístico de Cuba.
Se invece desideri cercare qualche
città o un paese, anche piccolissimo, ti raccomando di farlo attraverso la
ricerca di Atlas de Microsoft,
ha un buono zoom. Serve anche per ottenere mappe.
Distanze chilometriche fra capitali
Pinar del Río
147 ... La Habana
264 .... 98 ... Matanzas
421 ... 256 ... 241 ...Cienfuegos
435 ... 270 ... 199 .... 61 ... Santa Clara
513 ... 348 ... 284 ... 145 .... 85 ... Sancti Spiritus
588 ... 423 ... 359 ... 220 ... 160 .... 75 ... Ciego de Avila
698 ... 533 ... 469 ... 330 ... 270 ... 186 ... 170 ... Camagüey
822 ... 657 ... 594 ... 455 ... 395 ... 310 ... 235 ... 125 ...
Las Tunas
899 ... 734 ... 671 ... 532 ... 472 ... 387 ... 312 ... 202 ....
77 ...Holguín
897 ... 733 ... 670 ... 531 ... 471 ... 460 ... 311 ... 201 ....
76 .... 73 ... Bayamo
1024 .. 860 ...797 ... 658 ... 598 ... 513 ... 438 ... 328 ...
203 ... 134 ... 127 ... Stgo. de Cuba
1074 .. 910 ... 847 ... 702 ... 648 ... 563 ... 488 ... 378 ...
253 ... 182 ...177 .... 82 .. Guantánamo
Cuba è formata
dall'isola con lo stesso nome, l'Isola della Gioventù (Isla de la Juventud) ed
anche da più di quattromila isole arenose ed isolotti che la circondano. E'
situata nel mar dei Caraibi (mar Caribe), di fronte alle coste degli Stati Uniti
(180 km) e del Messico (210 km).
L'isola occupa una superficie che supera i
110.000 km quadrati, con 5.746 km di litorale ed è protetta da 4.200 km. di
scogliere, ha una longitudine di 1250 km. Dei più di 200 fiumi esistenti, i più
importanti per la lunghezza ed abbondanza sono, nella parte orientale, il Cauto
(370 km) e il Toa (100 km), e nelle province centrali il Sagua la Grande (163 km),
Zaza (155 km) e Caonao (133 km).
L'orografia predominante è la pianura,
sebbene esistano tre zone montagnose: la cordigliera di Guaniguanico, nella
provincia di Pinar del Río, la Sierra de Trinidad (Escambray) e la Sierra
Maestra, nella provincia di Santiago de Cuba, dove s'incontra la cima più alta,
il Pico Turquino (1974 metri). Sempre nella zona più orientale di Cuba
incontriamo le piccole montagne di Nipe, Cristal e Purial, così come las
Cuchillas de Moa e di Baracoa, tutte con quote massime fra i 995 ed i 1231 metri.
Ha una popolazione di 11.157.000 abitanti
(al 30 giugno 1999), alla quale si potrebbe sommare più di un milione
all'estero, per la maggior parte nello Stato nordamericano della Florida. A La
Habana vivono più di 2 milioni di abitanti. La seguono per importanza Santiago
de Cuba (supera i 450.000) e Camagüey (poco più di 300.000). Da una divisione
storica di tre province, si passò ad un'altra di sei e da dicembre del 1975
all'attuale di 14 più il Municipio Speciale di Isla de la Juventud.
E' molto ricca e la
metà delle specie sono autoctone dell'Isola. Nel paesaggio cubano spiccano le
piantagioni di tabacco nella zona di Viñales, frutta tropicale come l'ananas
(piña), il mango, la noce di cocco (coco) nelle province centrali, mentre nel
resto del paese risaltano le piantagioni di canna da zucchero (caña de azúcar)
e di mais.
In tutto il paese vedrai le palme, alcune
con il tronco liscio, altre convesse e la superiore di colore verde,
quest'ultima varietà è considerata l'albero nazionale e si chiama "Palma
Real" (Roystonea regia). Altri alberi tipici sono il "Framboyán",
lo riconoscerai per la gran quantità di fiori di colore rosso, e la
fantasmagorica "Ceiba", altissima, grosso tronco e con le radice
scoperte ed incise.
Riguardo ai fiori esiste una gran varietà
di orchidee, "mar pacífico" e la "mariposa" (Hedychium
Coronarium Koenig). Quest'ultima di colore bianco e profumata è il fiore
nazionale.
Molti sono gli animali tipici dell'Isola,
fra loro vale la pena di nominare il coccodrillo, l'iguana (caguayo) (lucertola
di piccola taglia) e gli uccelli come i "tocororos" (Priotelus
lemnurus, autoctono il cui nome indigeno era guatiní), i "flamencos",
il parrocchetto (cotorras), il colibrì (zunzuncito) (l'uccello più piccolo del
mondo) o le "tiñosas carroñera" (di grandezza media). In alcuni
parchi o riserve di animali potrai anche vedere un pesce autoctono di grandezza
media e la sua peculiarità è la forma della bocca, come se fosse quella di
un'anatra, il suo nome è "manjuarí" (Atractosteus tristoechus),
appartiene all'ordine dei Lepisosteiformes, chiamati pesci-coccodrillo.
Se ti interessa questo tema
della natura cubana puoi visitare la pagina specifica di Rafael
Sánchez.
| Nello stemma, la chiave orizzontale fra il Golfo del Messico e la Florida rappresenta la sua privilegiata situazione geografica, l'albeggiare fa riferimento ad una giovane Repubblica. Nella metà inferiore sinistra appaiono le fasce della bandiera cubana, mentre nella destra è dipinto un paesaggio tipico cubano. Alla base appare un fascio di undici bastoni che rappresenta l'unione dei cubani nella loro lotta per la libertà. Corona lo stemma il berretto repubblicano di colore rosso con una stella che rappresenta la libertà ed il sangue sparso per ottenerla. Ai lati dello stemma appaiono un ramo di quercia (fortezza) e di lauro (vittoria). |
| Il triangolo si riferisce al trittico della Rivoluzione Francese di "libertà", "uguaglianza" e "fraternità". La stella rappresenta l'unità dei cubani raggiunta con il sangue versato per la causa. Le fasce di colore azzurro per la primitiva divisione dell'isola in tre province, Occidente, Centro e Oriente, mentre le bianche significano la purezza e la virtù del popolo cubano. |
| L'inno cubano, tanto le parole come la sua musica, fu composto da Perucho Figueredo nell'ottobre del 1868 coincidendo con l'insorgere di Carlos Manuel de Céspedes. A causa del primo luogo in cui si cantò, Bayamo, fu conosciuto come "La Bayamesa", diventando poi l'inno nazionale. | Al combate
corred, bayameses, En cadenas vivir, es vivir |
I
primi abitanti arrivarono all'isola circa 6.000 anni fa, erano aborigeni
araucanos che venivano dall'America del Sud e che non avevano necessità di
coltivare la terra data la grande quantità di alimenti offerti dalla natura.
Conosciuti come ciboneyes, furono dominati, un secolo prima della Scoperta, dai
taínos, tribù più progredita ed originaria probabilmente dell'isola La Española,
scappati a Cuba per la pressione dei caribes, tribù guerriera e sanguinaria.
I taínos formavano piccoli gruppi
indipendenti, si muovevano in canoe attraverso l'isola, così come per mare o
fiumi davanti la rigogliosa massa boschiva (cedro, ebano e mogano). Questi
pacifici abitanti vivevano in bohíos, costruzioni circolari con tetto conico e
di base rettangolare, che esistono ancora nelle zone rurali. Ogni villaggio
aveva un "cacicco" (capo indigene) o capo e credevano in un Essere
Superiore. Nudi o seminudi, nel caso delle donne, si adornavano con amuleti,
piume, conchiglie e gioielli, e si dipingevano con colori rosso e nero.
Utilizzavano la ceramica, fabbricavano utensili di pietra, legno e conchiglie;
svilupparono la pesca, la caccia de majáes (tipo di boa), jutías (tipo di
scoiattolo) e iguane e l'agricoltura, basata principalmente sulla
coltivazione di boniato, manioca, frutta, mais e tabacco.
Dopo l'arrivo dei primi scopritori, il 27
ottobre 1492, nei primi anni del XVI secolo s'iniziò l'espansione spagnola,
capitanata da Diego Velázquez, dalle vicinanze di Punta Maisí che diminuì
la popolazione aborigena sino alla sua estinzione. Questa dominazione culminò
con la morte sul rogo del capo indigeno Hatuey e l'eccidio di Caonao. Al loro
passaggio, gli spagnoli fondarono le prime città cominciando da Nuestra Señora
de la Asunción, Baracoa, (1510-1511), alla quale seguirono San Salvador de
Bayamo (1513), nel 1514 Sancti Spíritus, Santísima Trinidad, San Cristóbal de
La Habana (prima ubicazione de La Habana fino ad arrivare all'attuale che è del
novembre 1519), poi nel 1515 Santa María del Puerto Príncipe (oggi Camagüey)
e Santiago de Cuba. La cruenta dominazione fece affidamento sull'opposizione del
sacerdote Bartolomé de las Casas.
L'utilizzazione dei nativi per nuove
conquiste, la durezza del lavoro al quale vennero sottoposti e la loro debolezza
davanti alle malattie arrivate dal Vecchio Mondo, come il vaiolo e la sifilide,
fecero una strage di indios. Per sostituire questa manodopera si ricorse agli
schiavi africani, dei quali si hanno prove documentate dal 1513.
Diminuite
le ricchezze naturali dell'Isola, gli spagnoli iniziarono, nella prima metà del
XVI secolo, spedizioni verso il Messico ed il Perù, così nel 1518 Hernán Cortés
cominciò la conquista del Messico. Per controllare tutto il commercio fra
Spagna e America, i Re Cattolici avevano creato nel 1503 la Casa di Contratación
di Siviglia, con la quale tutti i prodotti che volevano viaggiare dall'una
all'altra parte dovevano fare il viaggio da Siviglia a Santiago de Cuba,
ampliando poi la possibilità d'imbarco autorizzando i porti di Cadice e La
Habana. Con una Scheda Reale del 1607 l'Isola resta divisa in due giurisdizioni,
quella de La Habana e quella di Santiago de Cuba. Questo monopolio del commercio
favorì soprattutto lo sviluppo di questi porti e dei dintorni, ma non contò
sul beneplacito degli altri paesi Europei.
Questa
situazione di controllo assoluto del commercio fu il detonatore di guerre fra la
Spagna e altri paesi (Francia, Inghilterra e Olanda). Questi ultimi concessero
la patente di corsaro e la possibilità di attaccare le navi spagnole che
facevano la traversata ed i porti ispanici in America; la metà del bottino
ottenuto andava a favore delle monarchie concessionarie del documento. La Spagna
si difese organizzando flotte di ritorno dall'America con oro e argento sotto la
protezione di navi da guerra. Le navi da trasporto si raccoglievano a La Habana
e da lì iniziavano il viaggio in Spagna. Per proteggere La Habana dagli
attacchi dei corsari e pirati nella metà del XVI secolo si iniziò la
costruzione delle prime fortificazioni, il Castillo de la Real Fuerza e quindi
il Castillo de los Tres Reyes (El Morro) e la fortezza de La Punta. La
protezione della città si completò nel XVI secolo con vari torrioni e muraglie.
Allo stesso modo, sempre a partire dal XVII secolo si fortificò la città di
Matanzas con il Castillo de San Severino e la città di Santiago de Cuba con il
Castillo de San Pedro del Mar. I costi per affrontare tutto ciò provennero in
parte dall'argento ottenuto in Messico.
Lo
squilibrio economico e le possibilità di accedere a prodotti arrivati dal
Vecchio Continente propiziò la comparsa del commercio illegale. Si ebbe un
esempio a Bayamo, dove l'implicazione al commercio "delittuoso" era
quasi totale ed arrivava ai più alti gradi della giunta comunale, per cui si
iniziò un processo che finì con la ribellione della popolazione quando
cercarono di trasportare a La Habana i condannati. Il pericolo di instabilità
fece sì che la Corona spagnola perdonasse gli accusati per evitare mali
maggiori.
I
grandi proprietari terrieri, che affittavano parte delle proprie terre ai
contadini ed ai commercianti, ricavarono i maggiori benefici economici dal
commercio del tabacco sviluppato nelle zone di Santiago de las Vegas, Güines,
Sagua la Grande, Trinidad, Sancti Spíritus, Remedios, Mayarí e Sagua de Tánamo.
Anche la Corona intervenne impiantando nel 1717 il controllo della compra
vendita con le tabaccherie, monopolio con il quale si proibiva la vendita
libera, fissava le quote di acquisto e si obbligava i contadini a commerciare
attraverso la Factoría. Questa nuova disposizione provocò la rivolta dei
contadini.
La
pressione dei ricchi avaneri e di alcuni commercianti obbligò la Corona ad
autorizzare, nel 1740, la creazione della Real Compañía de Comercio de La
Habana, partecipando ai profitti e controllando tutto il commercio.
L'appetibilità dell'enclave del
porto de La Habana fece sì che nel 1762 gli inglesi sbarcassero con
un'impressionante esercito nella zona di Cojimar e da li avanzassero sino alla
capitale. Nell'agosto di quell'anno gli spagnoli firmarono la capitolazione, con
la quale cedevano agli inglesi il controllo delle province di Matanzas, La
Habana e Pinar del Río. Il dominio inglese durò undici mesi e nel 1763 un
nuovo accordo restituiva alla Spagna la totalità dell'Isola in cambio del
territorio della Florida.
La
coltivazione ed il processo di lavorazione della canna da zucchero, portato
nell'Isola dai primi colonizzatori e che diede un così buon risultato, si
sviluppò nei primi anni del XIX secolo con l'applicazione degli sviluppi
tecnologici della Rivoluzione Industriale alle fabbriche ai centri di
lavorazione della canna; i buoi dei mulini furono sostituiti dalla macchina a
vapore, incrementando la quantità di macinazione ed il rendimento. Altro
sviluppo fu l'inaugurazione, nel novembre del 1837, della prima linea
ferroviaria La Habana-Bejucal che, in seguito, si estese sino alla ricca zona di
zucchero di Güines. La ricchezza che produsse la canna fece si che il numero di
fabbriche passasse da 400 nel 1800 sino a quasi 1400 nel 1861. L'estensione
della coltivazione e la mancanza di mano d'opera comportò l'aumento della
schiavitù, e poiché la Spagna dal 1817 firmò una convenzione per la sua
abolizione questa avvenne in forma clandestina. La vita dello schiavo a Cuba si
riflesse nel libro di Miguel Barnet "El último cimarrón" (Autobiografia
di uno schiavo. Cimarron).
Poco
a poco nacque l'idea dell'indipendenza della Metrópoli. Nel XVIII secolo i
gesuiti furono espulsi dall'Isola e sino alla fine del secolo nacquero i primi
movimenti indipendentisti attorno al Governo del generale Luis de las Casas, che
diede rifugio alle prime riunioni dei membri della Sociedad Patriótica de
Amigos del País (Società patriottica degli Amici del Paese). Nel 1825 un
gruppo di emigranti cubani fondò, nel Messico, la Junta Protectora de la
Libertad Cubana (Giunta di Protezione della Libertà Cubana). Nel 1850 fallì la
prima incursione da New Orleans, seicento uomini organizzati da Narciso López
arrivarono a conquistare la città di Cárdenas, ma alla fine furono cacciati.
In vent'anni si succedettero piccole insurrezioni sino a che nell'ottobre del
1868 iniziò una guerra di dieci anni, che iniziò con la presa di Bayamo da
parte di Carlos Manuel de Céspedes, data nella quale Pedro Figueredo compose
l'inno del paese (La Bayamesa). Céspedes diede la libertà agli schiavi e li
incitò a collaborare alla sua impresa, coniando la frase Viva Cuba Libre! (Viva
Cuba Libera!). Si unirono eroi come Máximo Gómez, Antonio Maceo, Calixto García,
Donato Mármol, Vicente García, Francisco Vicente Aguilera o Ignacio Agramonte.
In
questa guerra dei dieci anni si ebbero insurrezioni e scaramucce indipendentiste:
in quella di Bayamo i cubani (mambises) utilizzarono come armi d'attacco il
machete e alcuni fucili. Dopo essere retrocessi fino a Baire ad una colonna che
pretendeva di recuperare Bayamo, gli spagnoli mandarono, nel gennaio del 1869,
un importante esercito che prese la città a baluardo della sua libertà. In
questo periodo si sollevarono gli abitanti di Camaguei ne Las Clavellinas
capitanati da Bernabé Varona e Augusto Arango, che presero alcuni paeselli
della zona. Dopo poco si unì Ignacio Agramonte, che capitanò la rivoluzione
nella provincia. Nel febbraio del 1869 si ebbe anche la ribellione di Las
Villas, seguendo gli esempi precedenti.
Riuniti
i rappresentanti di queste tre province, il 10 aprile del 1869 nell'Assemblea di
Guáimaro, si decise di organizzare una Camera dei Rappresentanti, nominando
primo presidente della Repubblica di Cuba in Rivolta, Carlos Manuel de Céspedes
e scrivendo la prima Costituzione della Repubblica in Rivolta, abolendo la
schiavitù e decretando l'eguaglianza fra tutti gli uomini. Oltretutto,
adottarono come insegna la bandiera che fecero sventolare a Cárdenas nel 1850.
La
ribellione fu duramente repressa dalle truppe spagnole, sebbene nella zona
orientale del paese incontrassero l'opposizione delle truppe del general
maggiore Máximo Gómez e del general maggiore Vicente García in Guantánamo,
Holguín e Las Tunas (1871-72). In questa campagna cominciò ad emergere il
giovane Antonio Maceo. La repressione ebbe un esempio storico nel novembre del
1871, a La Habana, quando, in un giudizio militare, animati da volontari che
chiedevano sangue, furono condannati a morte 8 studenti di Medicina, accusati di
profanazione della tomba di un giornalista spagnolo. Vennero giustiziati vicino
alla fortezza di la Punta, dove oggi si erige un Mausoleo.
La
morte di Agramonte (1873) e del già destituito presidente Céspedes (1874) fu
un duro colpo per gli insorti cubani, che continuarono le azioni militari fino
all'occidente dell'Isola. Fu in questo momento che la Spagna rinforzò il
proprio esercito per finire questa situazione ponendo al comando il generale
Martínez Campos (1876). Quest'ultimo riuscì a demotivare i combattenti insorti
offrendo loro: perdono, denaro e terre. Stanchi per gli anni di guerra, non più
uniti e senza aiuti esterni, gli indipendentisti cubani soccombettero e nel
febbraio del 1878 il presidente Tomás Estrada Palma firmò la pace di Zanjón.
Il documento firmato stipulava alcune migliorie per l'Isola, ma non teneva in
considerazione le intenzioni indipendentiste e l'abolizione della schiavitù,
non colpendo i partecipanti all'insurrezione. Questa pace non fu accettata da
Antonio Maceo, che lo fece sapere in un'intervista al general Martínez Campos,
conosciuta come la Protesta de Baragua il 15 marzo del 1878. Maceo partì per la
Jamaica su consiglio dei suoi sostenitori, comprendendo che era più importante
il suo lavoro all'estero alla ricerca di aiuti dagli emigrati e poi proseguire
la lotta. Il malcontento a Cuba provocò nel 1879 alcune scaramucce note
come la guerra "Chiquita" (Piccola).
Dal
1892 Cuba visse di forma autonoma, ma le idee di libertà non erano sparite,
sebbene i difensori più importanti si trovassero all'estero. Per sorprendere e
dividere le forze spagnole si sollevarono in distinti punti dell'Isola il 24
febbraio del 1895, domenica di carnevale. L'azione fu ideata e comandata
all'estero da José Martí, delegato del Partito Rivoluzionario Cubano, che tornò
per partecipare alla lotta ed alla quale si unirono i fratelli Maceo e Máximo Gómez,
direttore militare della guerra. Negli scontri di maggio del 1895 morì Martí,
che aveva fatto nascere le idee di antirazzismo, latinoamericanísmo (non invano
aveva risieduto in vari paesi) e antimperialismo, per la minaccia che credeva
esistesse per i paesi latinoamericani vicini al Nord.
Così
come era successo in precedenti occasioni, le insurrezioni, capitanate
rispettivamente da Maceo e Gómez, iniziarono nella parte Orientale e nel Camagüey,
avanzarono da Morón fino ad arrivare alla provincia di Matanzas ed in solo 90
giorni sino agli estremi più occidentali dell'Isola. Per sedare la ribellione,
il generale Martínez Campos, che non applicò i duri mezzi contro la
popolazione ordinati da Cánovas, fu sostituito da Valeriano Weyler,
soprannominato "El carnicero" (il Macellaio) per la sua durezza. Per
tagliare gli appoggi agli insorti, Weyler decretò la concentrazione dei
contadini in paesi controllati dagli spagnoli ed ordinò di tagliare i raccolti,
così toglieva anche l'approvvigionamento. La concentrazione in città e le
condizioni disumane provocarono un gran numero di morti. Il risultato fu la
riconquista, da parte degli spagnoli, della parte occidentale, sebbene a costo
di un gran numero di morti nel suo esercito. Vicino a La Habana cadde Antonio
Maceo nel dicembre del 1896.
La parte orientale restò sotto il
controllo dei cubani e Máximo Gómez fu il massimo capo militare che iniziò,
nel gennaio del 1896 da Las Villas, la Campagna della Riforma sino a Las Villas,
mantenuta fino al gennaio del 1897. La tattica utilizzata per combattere gli
spagnoli fu la frammentazione dell'esercito in piccoli gruppi che attaccavano,
scappavano e cambiavano rapidamente la base, il che logorò e diminuì in
efficienza i nemici. Durante il 1897 il generale Calixto García mantenne la sua
campagna dalla presa di Las Tunas, alla quale seguirono quelle di Guáimaro o
Guisa, con il che consolidò il suo controllo nella zona orientale. Con Sagasta
di nuovo al potere in Spagna dall'ottobre del 1897 si sostituì Weyler con
Blanco e nello stesso tempo si concesse a Cuba un regime di autonomia che
comprendeva l'uguaglianza dei diritti per spagnoli e cubani, l'instaurazione del
suffragio universale, l'istituzione di un parlamento insulare bicamerale ed il
controllo locale nella politica di educazione, tariffe doganali, opere pubbliche,
dogane o industrie.
Gli
Stati Uniti, conoscitori della situazione di debolezza spagnola nell'Isola e con
la voglia di controllarla, inviarono a La Habana, nel gennaio del 1898, la nave
da guerra "Maine" con la supposta missione di difendere la colonia
nordamericana. La nave esplose il 15 febbraio e nell'incidente morirono quasi
tutti i marinai e solo 2 officiali. Le prime tesi puntavano ad un incidente di
combustione all'interno della nave, ma le autorità nordamericane, capitanate
dal segretario di Stato della Marina Teodoro Roosevelt con l'aiuto del gruppo di
stampa sensazionalista Hearst, utilizzarono il fatto per preparare la macchina
bellica. Gli Stati Uniti cercarono di comprare l'Isola dalla Spagna, poi
ordinarono l'invio a Cuba di una flotta per bloccare il porto di La Habana. A
questa azione la Spagna rispose con la dichiarazione di guerra ed alla fine di
giugno approvò la Risoluzione Congiunta, con la quale dichiarava il diritto di
Cuba ad essere libera ed indipendente. La Spagna inviò la sua flotta che fu
affondata da quella nordamericana nel Cavite, il 1 maggio mentre quella a capo
dell'ammiraglio Cervera il 5 luglio all'uscita del porto di Santiago de Cuba. La
Spagna si arrese e firmò l'armistizio il 12 agosto ed il trattato il 12
dicembre con il quale l'Isola conseguiva l'indipendenza, sebbene restasse sotto
l'amministrazione nordamericana, cedendo al vincitore Puerto Rico e le Filippine.
L'occupazione
militare nordamericana durò sino al 20 maggio del 1902, sebbene l'Isola restò
sotto controllo economico. Si produsse così un miglioramento generale delle
condizioni del paese, ponendo in atto progetti per migliorare la sanità,
l'educazione pubblica, si centralizzò l'attività del governo, si riorganizzò
il servizio postale e l'amministrazione delle dogane. In questi 41 mesi i posti
di responsabilità furono occupati da cubani e per dotarsi di una Costituzione
nel novembre del 1900 si inaugurò la Convenzione Costituente che lavorò per
quattro mesi. Venne emanata la Costituzione nel febbraio del 1901, seguendo il
modello nordamericano, con la quale si dotava il paese di un governo
repubblicano con la separazione dei tre poteri (esecutivo, legislativo e
giudiziario); restò in vigore sino al 1940.
Gli
Stati Uniti per non perdere il controllo su Cuba approvarono una clausola
addizionale al Presupposto di Guerra del paese, conosciuta come Emendamento
Platt, con la quale gli Stati Uniti ponevano otto condizioni per effettuare il
ritiro dei militari; per esempio non poter negoziare trattati con paesi che
potessero mettere in pericolo la sua indipendenza, non potersi indebitare
pubblicamente, i mezzi adottati dovevano essere convalidati dal governo
nordamericano, la vendita o l'affitto di parte del territorio possibile solo
agli Stati Uniti per situare basi navali (a cui seguì l'istituzione della base
di Guantanamo) e la più pericolosa fu che gli Stati Uniti si riservavano il
diritto di intervenire nel paese nel momento in cui consideravano che la libertà
ed il benessere della popolazione lo necessitava, punto che restò vigente sino
al 1934. Questo emendamento fu accettato dai cubani come male minore se
desideravano che i nordamericani lasciassero l'Isola e fu incorporata come
appendice alla Costituzione cubana.
Iniziò
un processo elettorale presidenziale alla fine del 1901, al quale non partecipò,
a causa dell'età avanzata, il generalissimo Máximo Gómez, e nel dicembre
dello stesso anno risultò eletto Tomás Estrada Palma, che già aveva occupato
la presidenza durante la Repubblica di Cuba in Armi negli anni settanta.
Quest'ultimo dopo la Pace di Zanjón mutò la residenza negli Stati Uniti e ne
adottò la nazionalità. Rinuncio a questa carta di naturalizzazione per
prendere possesso della presidenza il 20 maggio del 1902. Estrada fu rieletto
nel 1905 ma, prima delle accuse di frode elettorale, rinunciò. Della critica
situazione del paese approfittarono gli Stati Uniti per applicare l'Emendamento
Platt ed intervenire nell'Isola, dominazione che si protrasse sino al gennaio
del 1908. In questi due lunghi anni di presenza nordamericana si produsse uno
sviluppo dell'agricoltura e nell'infrastruttura delle strade.
Nel
1909 il leader del Partito Liberale, José Miguel Gómez, vinse le elezioni
presidenziali. Durante il suo mandato, nel 1911, si fecero riaffiorare
temporaneamente i resti del Maine e si scoprì che l'affondamento si produsse
per una esplosione interna, e ci fu la sollevazione dei negri che appunto motivò
l'intervento nordamericano. A questi successe nella presidenza tra il 1913 ed il
1921 il generale Mario Gracía Menocal, sotto il cui mandato si produsse una
importante prosperità; cominciò a circolare il peso cubano, si promulgò la
legge sul divorzio e si instaurò un sistema pienamente pluripartitico nel 1919.
Successivamente resse Cuba Alfredo Zayas (1921-1925), la cui presidenza coincise
con una grave crisi economica obbligando il paese a chiedere un prestito di 50
milioni di dollari agli Stati Uniti ma nel contempo si effettuò la riforma
universitaria. Nel 1925 andò al potere Gerardo Machado, rappresentante della
oligarchia che cercò di mantenersi al potere mediante la riforma costituzionale
(si conosce come primo dittatore dell'isola), arrivando a decretare la chiusura
dell'Università (1930) ed a sospendere le garanzie costituzionali per contenere
la ribellione istigata da García Menocal. Deposto Machado nel 1933 dopo uno
sciopero generale, si istaurò una Giunta Provvisoria auspicata
dall'ambasciatore nordamericano che promosse al grado di colonnello Batista, il
quale controllò il paese sino al 1944. Gli Stati Uniti non riconobbero il
presidente Ramón Grau San Martín. Quindi fra il 1934 ed il 1938 si
succedettero le effimere presidenze di Carlos Hevia, il colonnello Carlos
Mundieta, José A. Barent, Mariano Gómez (che fu destituito dal Senato nel 1936
per le sue discrepanze con il capo dell'Esercito Fulgencio Batista) e Federico
Laredo Bru. In quegli anni si instaurò il voto delle donne (1936) e si fondò
il Partito Comunista (1938). Con Batista presidente nel 1940, si dotò il paese
di una nuova Costituzione che abolì la pena di morte. Nel 1944 fu eletto
presidente Ramón Grau e nel 1948 Carlos Prío Socarrás.
Con
il colpo di stato del 1952, Fulgencio Batista rovesciò il presidente Carlos Prío
Socarrás, rimanendo capo di Cuba sino al 1 gennaio 1959 anno in cui trionfò la
Rivoluzione diretta da Fidel Castro ed il dittatore fuggì. Nel luglio del 1953
Castro aveva tentato d'abbattere il Governo di Batista con l'assalto al
Quartiere Moncada, a Santiago de Cuba, ma fu sconfitto, condannato ed inviato al
Carcere Penale di Isla de Pinos (Isla de la Juventud) sino a che fu espulso in
Messico nel 1955 da dove preparò il suo secondo e definitivo attacco. Una volta
sbarcato a Playa Colorada nel dicembre del 1956 con ottanta fedeli a bordo della
barca Granma, Castro si rifugiò nella Sierra Maestra da dove iniziò la
conquista del paese sino ad arrivare a La Habana l'8 gennaio 1959.
Abrogata la Costituzione del 1940 e
sostituita da una Legge Fondamentale (Ley Fundamental), tutto il potere passò
in maniera effimera nell'Amministrazione diretta da Manuel Urrutia e José Miró
Cardona, ma poco dopo passò al Consiglio dei Ministri, controllato dai fratelli
Fidel e Raúl Castro, primo e vice-primo ministro. S'iniziò un programma
economico che contemplava la riforma agraria (1959) e la nazionalizzazione delle
imprese (1960). Questi provvedimenti, che colpivano direttamente gli interessi
nordamericani, motivarono l'embargo alle esportazioni dell'Isola nell'ottobre
del 1960 e la rottura delle relazioni diplomatiche nel gennaio del 1961.
Dopo aver respinto l'intento di incursione
di forze anticastriste nella Baia dei Porci (Bahía de Cochinos)
nell'aprile del 1961 il presidente annunciò, in maggio, la trasformazione di
Cuba in uno stato socialista con un programma marxista-leninista, sebbene le
relazioni con URSS si fossero ristabilite nel maggio del 1960. L'anno seguente,
il 1962, Cuba fu esclusa dall'Organizzazione degli Stati Americani (OEA) e
cominciò l'installazione di missili sovietici nell'isola, che provocò, alla
fine dell'estate dello stesso anno, quella che si conosce come la “crisi dei
missili”, terminata con l'accordo americano-sovietico del ritiro del materiale
bellico entro la fine dell'anno. Il maggior avvicinamento fra Cuba e URSS
avvenne con il viaggio di Raúl Castro, nell'aprile del 1962, dal quale derivò
il compromesso sovietico di difendere l'Isola se fosse stata attaccata; questo
provocò, nel luglio dello stesso anno, la proibizione del commercio con Cuba da
parte degli Stati Uniti.
Un
duro colpo alla Rivoluzione fu la lettura, nell'ottobre del 1965 durante la
presentazione del Partito Comunista di Cuba, della lettera del “Che” nella
quale questi rinunciava ai suoi incarichi nel partito ed al suo grado di
comandante. Poco dopo partì per il Congo e anni dopo morì assassinato in
Bolivia.
Nel
1968 si chiusero i bar e si proibì la lotteria nazionale ed inoltre si impose
un programma di austerità, estremizzando la disciplina e la produttività. In
seguito, fallisce la raccolta dei 10 milioni di tonnellate della campagna
1969-70. Due anni dopo, nel luglio del 1972, Cuba è ammessa nel Mercato Comune
dell'area socialista (CAME).
Durante la celebrazione del I Congresso del
Partito Comunista, nel dicembre 1975, si approvò la nuova Carta Magna, la
divisione in 14 province ed il Piano Quinquennale 1976-80. L'anno successivo con
l'approvazione di un referendum popolare, entrò in vigore la Costituzione e si
celebrarono elezioni municipali che culminarono con la formazione dell'Assemblea
Nazionale del Potere Popolare. Prima della fine del 1976 Fidel Castro assunse la
direzione dello Stato, che si sommò a quella di capo del Governo.
Nell'intento
di iniziare un avvicinamento all'esilio in cui si trovava, nel novembre del
1978, si celebrarono le riunioni del "Diálogo 1978", che culminò con
la liberazione di 3.600 prigionieri politici e si regolamentarono le visite dei
cubani all'estero.
Lo scontento da parte della popolazione
culminò nel 1980 con la partenza in esilio negli Stati Uniti di 130.000 cubani
nella nota "flotilla de la libertad" (flotta della libertà) dal porto
di Mariel (per questo che si conoscono con il nome di "marielitos").
Quattro anni dopo si distesero le relazioni con gli Stati Uniti firmando un
accordo di migrazione, che fu sospeso l'anno dopo con l'inizio delle
trasmissioni di Radio Martí.
Dopo
la rielezione di Fidel Castro come massimo dirigente durante il III Congresso
del Partito Comunista, nel febbraio del 1986, si pianifica la necessità di
iniziare un processo di rettifica di errori e tendenze negative che frenavano e
deformavano i principi vitali della Rivoluzione. L'anno seguente, il 1987, si
riannodano gli accordi sull'emigrazione con gli Stati Uniti.
Con le trasformazioni politiche dell'Unione
Sovietica e dei paesi comunisti europei alla fine degli anni ottanta e le
modifiche alle vantaggiose relazioni economiche e commerciali di cui sino allora
godeva con questi paesi, il 29 agosto del 1990 s'iniziò una tappa di difficoltà
conosciuta come "Periodo Especial en tiempo de paz" (Periodo Speciale
in tempo di pace), con il quale si imponevano 14 mezzi di restrizione nel
consumo di petrolio ed elettricità. Per mitigare la situazione, in diversi
paese ispanici, Cuba ottenne aiuti in cambio di misure democratiche e il
rispetto dei diritti umani. Gli Stati Uniti diedero un nuovo giro di vite al
regime cubano con l'approvazione, nel settembre del 1992, della Legge Torricerri.
Nel 1993, il peggior anno che vive Cuba nel "Periodo Especial",
cominciarono a ristabilirsi le relazioni economiche e di collaborazione con la
Russia mentre se ne andarono dall'isole le ultime truppe russe.
Nella prima metà degli anni novanta, Cuba
adottò una serie di misure come la depenalizzazione del possesso di divise
convertibili (1993), l'incremento dei permessi per visitare l'Isola a residenti
all'estero, la possibilità di comprare in luoghi riservati agli stranieri o la
creazione di mercati agro-alimentari di vendita libera, ai quali si sommò la
modifica della struttura dell'Amministrazione. Nel 1994 si costituirono mezza
dozzina di Ministeri, come quello dell'Economia e Pianificazione,
dell'Investimento Straniero e Collaborazione Economica o del Turismo. Con il
piano socio-politico si produsse un avvicinamento ai gruppi moderati in esilio
con la celebrazione nell'aprile 1994 della I Conferenza con la comunità
all'estero.
Una nuova crisi interna colpì il modello "castrista" quando nell'agosto 1994 uscirono dal pese quasi 20.000 cubani (crisis de los balseros) su imbarcazioni artigianali e con destinazione le coste della Florida. La situazione si salvò nel maggio del 1995 con l'accordo definitivo cubano-americano con il quale sarebbero ritornati a Cuba i 32.000 Balseros ancora a Guantanamo, mentre da parte nordamericana si prometteva di deportare all'isola quelli che sarebbero stati presi in alto mare.
La pressione nordamericana aumentò con la promulgazione della Legge Helms-Burton nel marzo del 1996, con la quale si sanzionavano paesi che investivano, commerciavano o aiutavano economicamente Cuba. La legge ebbe il rigetto internazionale poiché considerata un'ingerenza nella politica estera degli Stati ed una violazione della norma internazionale del libero commercio. Clinton ritardò all'estate l'entrata in vigore della polemizzata legge.
Tra
il 1995 ed il 1996 l'Unione Europea cercò di instaurare un dialogo politico con
Cuba e raggiungere un accordo di cooperazione economica e commerciale che però
non si attuò visto il rifiuto di Castro ai progetti europei. Le relazioni con
la Spagna, ebbero il momento più difficile fra il 1996 ed il 1998, quando non
venne concesso il placet all'ambasciatore spagnolo dopo alcune dichiarazioni
considerate un'ingerenza nella politica nazionale cubana. A questo si sommò la
forza mantenuta con il Governo cubano dal Governo spagnolo di Aznar che
sollecitava più democrazia nell'Isola.
L'abbattimento dei due avieri anticastristi
"Hermanos al Rescate" da parte di Mig cubani nel febbraio del 1996,
tese di nuovo le relazioni cubano-nordamericane: per i primi l'incidente si
produsse nello spazio aereo cubano, violato dagli avieri e dopo avviso, mentre
per i secondi l'azione avvenne nello spazio aereo internazionale.
Il regime cubano ricevette una boccata d'ossigeno (balón de oxigeno) internazionale nel gennaio 1998 con la visita del papa Giovanni Paolo II, che culminò con la scarcerazione di varie centinaia di prigionieri politici. Il Natale precedente, a prova della mano tesa in occasione della visita del Santo Padre, fu dichiarato festivo dal Governo cubano (era stato sospeso 28 anni prima). Prima di questo viaggio si celebrarono elezioni legislative nella quale due terzi dei deputati eletti erano nuovi nell'Assemblea Nazionale. Dopo il viaggio del Papa, il Consiglio di Stato concesse la libertà a 300 prigionieri politici.
In
novembre si celebrò a La Habana la IX Cumbre Iberoamericana, che contò nella
presenza di Re di Spagna e l'assenza di vari capi di Stato. Nello stesso anno
vari dissidenti che avevano diffuso il documento "La Patrias es de
Todos" (La Patria è di tutti) furono imprigionati e condannati.
Nel anno 2000 fu caratterizzato
dalle informazioni su Elián González, il bimbo "balsero" che arrivò
negli Stati Uniti con sua madre, che morì nella traversata, e che dopo molte
pressioni, tira e molla fu riportato all'Isola con suo padre. Inoltre, il
presidente nordamericano Clinton autorizzò una legge che permise l'esportazione
di alimenti a Cuba. L'anno successivo fu caratterizzato dalla visita a Cuba
dell'ex presidente nordamericano James Carter, che ebbe la possibilità di
consocere direttamente il progetto Varela.
Quando nei primi mesi del 2003
il mondo guardava ad Oriente per l'invasione nordamericano-britannica, con la
difesa spagnola e al di fuori dell'ONU, dell'Irak, si produsse un arresto
massiccio con condanna sommaria di 80 dissidenti, fra di loro una ventina di
giornalisti. Inoltre, dopo vari sequestri di aerei civili che furono dirottati
negli Stati Uniti, furono condannati e fucilati tre cubani che avevano
sequestrato una imbarcazione di passeggeri con l'intenzione di dirigerla in
Florida. Questi due mezzi estremi di condanna ed esecuzione ricevettero il
rifiuto della comunità internazionale ed ebbero come risultato immediato il
blocco all'ingresso di Cuba nell'accordo di Cotunú, nel quale l'Unione Europea
segna la distribuzione degli aiuti ai paesi in via di sviluppo.
Di Sandra Lara.
A
Cuba si produsse uno dei più significativi processi di transcultura
dell'America, poiché il totale sterminio della popolazione indigena aprì il
cammino all'introduzione degli schiavi negri dell'Africa, il che segnò con il
passare degli anni la musica e la religione nativa, contribuendo così alla
risultante nazionalità cubana.
Questo è un
sincretismo religioso al quale non si sottrae il bianco, riflesso fedele di un
sincretismo sociale che non deve mancare a nessuno che conosca Cuba. I gruppi
etnici africani che dominarono nell'Isola numericamente, rappresentarono con la
loro musica e culti le culture africane chiamate yoruba e conga.
Il cubano prima di qualsiasi
incidente naturale, al primo contrattempo che sorge nella sua vita,
apparentemente inspiegabile o facilmente spiegabile, reagisce con un senso
magico inimmaginabile pensando che si tratta di un essere transitato per le
Università o le scuole tecniche.
Per anni il
cattolicesimo dei colonizzatori fu aggiustato dal negro e dal mulatto alle sue
credenze e non si sottrasse il bianco. I santi sono gli stessi, ma il nero li
umanizza, così il santo più grande è Olofi, l'Essere Supremo, creatore del
cielo, della terra e degli uomini; dopo aver creato tutto disse: “ora potete
fare da soli” e se ne andò. Ora guarda e suo figlio Obatalá esegue, è il
misericordioso, il gran Orisha della purezza, è la Vergine delle Grazie; il più
popolare è Changó, in questo caso Santa Barbara... dei umanizzati che esigono
l'offerta di miele, acqua, dolci, sangue di animali, erbe.
Alberi ed erbe sono
inseparabili nella credenza magica. In ogni erba opera la virtù di un orisha o
Santo, una forza soprannaturale. Gli alberi più caratteristici di Cuba sono la
Ceiba e la Palma Reale ed i vecchi santeri raccontano che a Cuba non c'era Iroko,
che è una specie di mogano africano, e per questo la Ceiba si considera Iroko,
è la Purissima Concezione. Si dice che dove c'è questa Palma, lì c'è Changó.
Oltretutto la Palma reale è un elemento costruttivo del tipico bohio del
contadino cubano nei tetti e pareti.
E che dire delle
innumerevoli erbe della montagna per rimedi contro il male agli occhi, rompere
il maleficio, attrarre l'amore, confondere e molti altri valori magici. Così
che l'erba rompezaraguey (nome dato a molte erbe medicinali), secondo
l'indicazione d'uso del santero, serve per rompere la malasorte, il prezzemolo
con basilico e miele attrae il denaro... Alla fine ogni erba ha il suo aché o
grazia. Non dimentichiamo di chiedere la grazia con il frutto di Cocco, è l'ABC
della divinazione yoruba, le posizioni che assume quando cade indicano ciò che
il santo desidera comunicare e la sua acqua è considerata benedetta.
Attualmente
il Ministero della Cultura di Cuba cura in modo speciale i “fochi culturali”
che raggruppano i diversi riti sincretici o “regole”. A Santiago di Cuba
esiste una istituzione culturale “La
Casa del Caribe” che promuove l'identità artistica dei gruppi
folkloristici più rappresentativi di questa provincia e auspica ogni anno la
celebrazione nel mese di luglio del Festival della Cultura Caribegna, con la
partecipazione di gruppi di altri paesi dei Caraibi e nel quale si realizza,
insieme all'attività di danza e di magia, un evento teorico con la
partecipazione di specialisti sia del paese sia dell'estero.
MITOLOGIA CUBANA MAGGIORE
Magia e
superstizione sono presenti nella mitologia cubana, con molto vigore in alcune
zone del paese e tanto antichi come la storia dell'Isola. Il più famoso è il
mito del "jigue" (specie di gnomo), di origine indio che riceve
l'influenza dello schiavo africano e si converte nel nano negro che vive nei
fiumi, la cui magia non si sottrae all'arte cubana, presente in poesie, pitture...
Il "jigue" è il piccolo spiritello dai capelli lunghi e con la faccia
scura, giocoliere ed innamorato, che appare nudo nei fiumi, specialmente a
coloro che si bagnano nella Settimana Santa e lascia solo vedere la sua pelle
scura, quando presagisce un fatto straordinario di presagio funesto.
La luce di Yara è
un mito presente nella zona del nord delle province orientali del paese, nella
regione di Baracoa, e si pone in relazione con il supplizio di Hatuey,
l'aborigeno cubano che affrontò i colonizzatori spagnoli e che bruciarono vivo
a Yara.
Racconta la
leggenda che quando Hatuey bruciava divorato dalle fiamme, gli spagnoli
lanciavano grida feroci di allegria e il Frate Bartolomé de las Casas cadde in
ginocchio elevando al cielo una orazione funebre, mentre l'angelo della libertà
raccoglieva l'ultimo sospiro del primo martire della indipendenza di Cuba. Da
allora una tenue e misteriosa luce vagò errante nelle notti sopra quelle
pianure, aspettando l'ora della vendetta. Passarono tre secoli ed una notte la
luce errante si fermò nello stesso posto in cui si era alzato il rogo di Hatuey,
le palme di Cuba mossero violentemente le fantastiche fronde; la luce di Yara
andava e compiere la vendetta: era il 10 ottobre del 1868, inizio della
insurrezione contro il colonialismo spagnolo.
Da allora sono
molti quelli che assicurano di aver visto la luce di Yara, alcuni nonni
raccontano che quella luce appare nei mesi di bassa marea, i pescatori
dichiarano che quando questa luce appare non prendono pesci, per cui devono
aspettare che la luce si ritiri e molti assicurano che se si va a Baracoa e
desideri vedere la luce di Yara, devi andare al molo del villaggio e nelle
scogliere grattare un anello d'oro a mezzanotte e quindi la luce appare; dicono
che l'anima di Hatuey che reclama agli spagnoli l'oro che tolsero all'Isola.
Saranno allucinazioni queste storie raccontate dagli abitanti di Baracoa?... non
so, è certo però che personaggi molto importanti della vita contemporanea
cubana come Lawrence Zúñiga, che visse durante l'infanzia e l'adolescenza a
Baracoa, ha utilizzato questa tematica nella sua opera, e racconta che non
solamente a Yara c'era questa luce, ma anche in Jaitecito (luogo vicino) e la
vide su una pietra enorme che cadde rotolando dalla montagna in conseguenza di
un movimento sismico. Ed assicura che ora non escono queste luci ma che uscivano.
Ti interessa
comprovarlo? Allora visita Baracoa e prova la tua sorte e perché no, la tua
immaginazione.